Sulle tracce di uno specialista non del tutto definito

Tra le varie offerte di lavoro rivolte ai traduttori è possibile imbattersi in società di traduzioni strutturate che assumono giurilinguisti.
Non è più raro ormai trovare tali annunci anche in Italia poiché queste figure sono molto richieste nelle città più industrializzate del nostro paese.

Allora sorge spontaneo chiedersi di cosa si occupa esattamente il giurilinguista e perché spesso viene associato alla figura del traduttore?

Tale figura nasce grazie a chi operando nelle istituzioni, soprattutto in quelle europee, prepara le leggi al servizio di uno stato bilingue, multiculturale e con più ordinamenti giuridici.

Questo meccanismo si ripete inevitabilmente nel campo legale ed economico dove il mercato, ormai privo delle tradizionali frontiere territoriali e culturali, richiede traduttori con un approccio più dinamico e con specifiche competenze.

Tali scenari hanno dato vita a nuove scienze tra le quali la giurilinguistica.

Il giurilinguista ha il compito e la responsabilità di tradurre, comporre, redigere, riformulare revisionare e controllare la coerenza dei testi giuridici nelle diverse versioni linguistiche e tra ordinamenti giuridici diversi. Egli, però, mette l’accento sulla redazione attraverso il dialogo tra giuristi e professionisti della lingua.

Pertanto, il giurilinguista deve possedere le capacità di un giurista, di un linguista e di un traduttore per cui risulta indispensabile per lui non solo conoscere le nozioni e le tecniche di traduzione, ma anche possedere una laurea in giurisprudenza.

Tutto ciò serve a evitare traduzioni letterali contenenti termini incomprensibili oppure utilizzati in maniera atecnica; nel caso della lingua giuridica, infatti, cadere nella trappola di un linguaggio impreciso può portare a interpretazioni ambigue e fuorvianti.

Per definire bene la sua attività è necessario basarsi sulla tipologia testuale che deve tradurre e sul contesto in cui opera.

Egli può operare nel contesto pubblico, soprattutto nelle istituzioni europee nelle quali è chiamato ad affrontare una vera e propria sfida.

Nell’Unione Europea, però, ci sono diversi approcci: l’attività di traduzione alla Corte di giustizia, ad esempio, è interamente affidata ai giurilinguisti mentre le altre istituzioni comunitarie si servono sia di traduttori puri che di giurilinguisti che controllano le traduzioni sotto il profilo giuridico e della concordanza tra le diverse versioni linguistiche.

Nell’ambito delle operazioni commerciali internazionali è chiamato a tradurre e a redigere le clausole di contratti internazionali e norme per implementare nell’ordinamento domestico testi che attengono agli scambi internazionali.

Nel mondo degli affari, il giurilinguista può avere anche solo una funzione informativa perché l’obiettivo più importante che le parti vogliono raggiungere non è assicurarsi la migliore traduzione possibile delle clausole contrattuali, bensì concludere le trattative.

Per ultimo ma non meno importante, egli agisce nelle controversie tra privati, nell’attività di assistenza alle autorità giudiziarie, nella gestione di procedure complesse che coinvolgono imprese multinazionali e come ausiliario di giustizia.

Da questa breve analisi, si può dedurre che la presenza di figure sempre più altamente specializzate è il risultato di una società sempre più globalizzata nella quale tutti devono godere dello stesso diritto di comprendere, conoscere e potersi esprimere.

Autore:
Rossella Marcone

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