Aveva acceso il dibattito ancora prima della sua introduzione effettiva, avvenuta il 14 marzo 2023 e da quel giorno ha stravolto il mondo della comunicazione: ChatGPT, al di là di ogni obiezione, rappresenta una vera e propria rivoluzione nell’ambito del linguaggio.
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Digital marketing: il fenomeno e l’ascesa di ChatGPT
Acronimo di Chat Generative Pre-Trained Transformer, è l’ultima e perfezionata versione del software (o meglio, del chatbot) prodotto da OpenAI. In grado di elaborare input grafici, audio e testuali e di generare output di risposta, si basa su una tecnologia N.L.P. (Natural Language Processing) che interpreta e imita gli stili e le tonalità del linguaggio umano.
In altre parole, mediante l’apprendimento supervisionato e rinforzato da addestratori umani e l’utilizzo di algoritmi di Machine Learning, elabora contenuti testuali e audio-visivi in modo altamente umanizzato, ideando e creando contenuti, traduzioni, analisi testuali e riassunti sufficientemente originali e veritieri, sintatticamente precisi ed epurati da connotazioni violente od offensive.
Si differenzia dai precedenti modelli di intelligenza artificiale per la precisione delle risposte, l’elevata capacità di imitazione del linguaggio naturale e, soprattutto, per l’ampiezza del data-base, in grado di attingere informazioni da testi, contenuti, conversazioni umane e, in generale, da qualsiasi dato presente sul web, auto-implementandosi costantemente.
Il nuovo modello segna l’inizio di una nuova era della comunicazione che, partendo dal linguaggio umano, si perfeziona e velocizza grazie all’apporto della tecnologia. La sua ascesa è stata immediata e ha posto l’attenzione su un fenomeno virale senza precedenti, con oltre 100 milioni di utenti registrati in soli due mesi.

ChatGPT, al di là di ogni obiezione, rappresenta una vera e propria rivoluzione nell’ambito del linguaggio
Una presenza umana tanto importante, unita alle innegabili capacità di risposta lo rendono uno strumento prezioso per molti settori professionali, primo fra tutti quello del digital marketing, offrendo la possibilità concreta di migliorare le performances, sia a livello di ideazione e creazione di contenuti, sia a livello di rilevazione dei dati.
Da un lato, infatti, il software permette di creare istantaneamente contenuti attendibili e originali; dall’altro dà accesso ai dati personali degli utenti, trasformando il generatore di contenuti in uno strumento, rapido e preciso, di analisi di mercato: due aspetti strettamente correlati al digital marketing.
La capacità aggiuntiva di poter trarre (e, di conseguenza, restituire) dati multilingua ne amplia a dismisura il potenziale: un grande passo per la civiltà digitale, da alcuni considerato però rischioso per la capacità di rielaborazione intellettiva umana.
Quali sono i motivi del blocco di ChatGPT?
Il 31 marzo 2023, l’Italia (primo e unico paese al mondo) ha imposto un blocco temporaneo all’accesso al sistema, aprendo di fatto un caso politico.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha imposto, con effetto immediato, la sospensione del servizio sul territorio nazionale, attivando una conseguente istruttoria relativa a sospette violazioni del diritto alla privacy.
Ciò che l’Autorità italiana contesta al sistema creato da OpenAI è l’indiscriminata (e ingiustificata) raccolta e memorizzazione dei dati sensibili provenienti dall’interazione degli utenti, ai quali non viene, di fatto, richiesto alcun consenso esplicito.

Il 31 marzo 2023, l’Italia (primo e unico paese al mondo) ha imposto un blocco temporaneo all’accesso a ChatGPT
Sarebbe stata appurata, inoltre, l’assenza di verifiche oggettive sull’età degli utenti che ne metterebbe a rischio la tutela, soprattutto quella dei minori.
Infine, viene contestato il potenziale utilizzo dei dati al fine di creare profili utente non autorizzati, generatori di decisioni automatizzate che violerebbero la privacy e il principio di integrità contestuale, estrapolando le informazioni raccolte dal loro contesto originale.
Il Consiglio di Amministrazione di OpenAI si è dichiarato pronto a collaborare con le autorità, al fine di trovare rapidamente soluzioni pratiche alle criticità evidenziate.
Intelligenza artificiale, content writing e traduzioni professionali
Il dibattito sulla legittimità dell’utilizzo responsabile dell’intelligenza artificiale non ha infuocato solamente l’ambito legislativo, ma ha innescato numerose micce anche all’interno di settori professionali connessi alla comunicazione, come quello del content writing e delle traduzioni professionali.
Il livello di perfezionamento raggiunto dalla tecnologia in così breve tempo ha reso possibile, in effetti, un ampliamento impressionante del vocabolario e una tale umanizzazione della sintassi da rendere possibile la generazione di contenuti multilingua sempre più pertinenti.
Come in un gioco di specchi, la rifrazione dei dati e delle interazioni ha moltiplicato a dismisura gli output, accumulandoli all’interno di un tessuto connettivo in grado di espandersi pressoché all’infinito.
L’attinenza linguistica e quella contenutistica, pur ancora con alcune limitazioni, permettono di creare contenuti di qualità, di qualsiasi dimensione e in diverse versioni linguistiche.

Il dibattito sulla legittimità dell’utilizzo dell’AI ha innescato numerose micce anche all’interno di diversi settori professionali
Il ruolo dell’uomo all’interno del processo resta (almeno per il momento) indispensabile: i contenuti richiedono ancora un controllo finale effettuato dal professionista umano, l’unico in grado di adattare lo stile e il tono di voce al messaggio, creando l’empatia necessaria a fidelizzare l’utente.
Allo stesso modo, le traduzioni automatizzate MT (Machine Translation) necessitano ancora del suffisso PE, ovvero dell’intervento di Post Editing che ne verifichi l’attendibilità e la precisione.
Lo scopo, insomma, non sembra essere quello di una sostituzione massiccia del fattore umano, quanto piuttosto di una proficua collaborazione tra uomo e tecnologia.
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