In questo articolo parliamo di come vendere all’estero con un e-commerce o con le piattaforme online, una pratica che seduce sempre più molti imprenditori. Per partire con il piede giusto ecco 5 consigli utili.

Vendere online fuori dal proprio Paese è un’opportunità sfruttata da numerose imprese, soprattutto negli ultimi anni. La digitalizzazione ha subito una forte accelerata insieme alla voglia di superare le difficoltà della pandemia. Tali fattori hanno spinto le imprese a cercare la via dell’internazionalizzazione. In quest’ottica l’e-commerce assolve a una funzione fortemente strategica, il web consente di superare le barriere e di far conoscere prodotti e servizi a un target geograficamente molto ampio.

Le dinamiche della vendita online all’estero

Naturalmente un business che vuole vendere all’estero risponde a dinamiche ed esigenze completamente differenti rispetto a un’azienda che opera localmente. Prima di tutto è necessario rispettare una serie di normative rigorose; inoltre, è cruciale conoscere a fondo il mercato di destinazione così da mettere in piedi una strategia adeguata per entrare sul mercato con un’offerta vincente. 

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5 rapidi consigli su come vendere online all’estero – Qontent Blog

Possiamo dire che il successo della vendita online nei mercati esteri dipende da molteplici fattori, proviamo a sintetizzarli in 5 rapidi consigli.

1. Conoscere la normativa

Se il mercato di riferimento è all’interno dell’Unione Europea bisogna far riferimento alle regole che riguardano lo scambio di beni e servizi tra i Paesi membri. In particolar modo è necessario tener presente tutta una serie di obblighi e regolamentazioni riguardanti la privacy e il trattamento dei dati personali. 

Le leggi prescrivono l’inserimento di contenuti specifici sui siti web adibiti alla vendita online. Ad esempio, chi possiede un e-commerce è tenuto a inserire in bella vista i dati aziendali direttamente in homepage, ovvero sede legale, partita iva e almeno un recapito dell’azienda. A ciò si aggiunge l’obbligo di avere una pagina online dedicata ai termini d’uso e alle condizioni generali, che servono a regolamentare i rapporti tra acquirente e venditore). Bisogna stabilire nel dettaglio:

  • i doveri delle due parti
  • le specifiche del diritto di recesso
  • i termini di pagamento previsti
  • le condizioni di consegna e trasporto
  • il foro competente in caso di controversie

Oltre a questi elementi va prevista la pagina dedicata alla Privacy Policy, che dovrà attenersi al GDPR, ovvero il regolamento europeo in materia di trattamento dei dati personali.

 

2. Scegliere la piattaforma più adatta

Una delle prime cose da definire quando si decide di vendere online all’estero è la piattaforma da utilizzare per mettere in piedi l’e-commerce. Si hanno sostanzialmente due possibilità: marketplace e e-commerce proprietario.

Marketplace vs E-Commerce proprietario

Il marketplace è indicato nel caso in cui non si dispone di un budget corposo per iniziare l’attività di vendita online. Il marketplace permette anche di comprendere come organizzare e gestire l’attività di vendita in modo scalabile senza esporre troppo il brand o il sito aziendale, è ciò che offrono marketplace popolari come Amazon o Rakuten.

Bisogna però tener presente che dentro un marketplace non si può lavorare in modo incisivo sul branding o sul prodotto in quanto tutti i numerosi venditori giocano la stessa partita e, a meno che il prodotto non sia molto particolare o presenti un prezzo estremamente concorrenziale, è davvero difficile emergere. 

Un e-commerce di proprietà del venditore invece richiede certamente risorse economiche maggiori in fase di start-up, ma consente di avere un controllo totale sul progetto e di poter lavorare sul brand in modo più completo e focalizzato, e soprattutto permette il monitoraggio puntuale delle abitudini di acquisto dei clienti.

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Marketplace o e-commerce proprietario? – Qontent Blog

 

3. Analizzare il mercato di destinazione

La conoscenza è potere. Questo assioma ha un valore altissimo quando si vende online all’estero. La conoscenza approfondita del mercato di destinazione è di fondamentale importanza. Avere dimestichezza con le regole e le normative rappresenta sicuramente un “must-be”, ma il vero fattore critico di successo è la conoscenza della cultura e delle abitudini dei consumatori, spesso completamente differenti rispetto al Paese in cui si opera normalmente. A tutto ciò va affiancato lo studio approfondito dei competitor che permette di comprendere i loro punti di forza e di debolezza, così da ottenere preziose indicazioni su come muoversi bene e come impostare al meglio marketing e comunicazione aziendale.

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4. Parlare la lingua del cliente

I consumatori che approcciano il negozio online di un Paese diverso dal proprio vanno alla ricerca, ancora più che negli e-commerce nazionali, di affidabilità e credibilità. In una parola: fiducia.

Da uno studio autorevole è emerso che il 65% degli intervistati preferisce i siti web tradotti nella loro lingua per fare shopping online, mentre il 40% dichiara di non acquistare su siti web non tradotti.

La traduzione (o meglio ancora la localizzazione linguistica) di un e-commerce è decisiva per guadagnare la fiducia del consumatore. È necessario, pertanto, usare la terminologia adeguata e una grammatica impeccabile. 

La localizzazione linguistica permette di avvicinarsi ulteriormente alla cultura del pubblico target usando, per esempio, forme verbali tipiche del Paese estero (slang). Inoltre, OGNI PAROLA dev’essere tradotta, per non lasciare il consumatore spaesato quando ha bisogno di ulteriori informazioni o approfondimenti sul funzionamento dell’e-commerce.

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è importante parlare la lingua del cliente – Qontent Blog

5. Spiegare bene i tempi di consegna e i prezzi

Un sito e-commerce che vende e spedisce all’estero deve indicare chiaramente prezzo, modalità e tempistica di consegna. Quest’ultima rappresenta il timore maggiore per il consumatore che si accinge ad acquistare da un sito estero, spesso preoccupato per i ritardi nella consegna dei prodotti. La prima cosa da fare è rassicurarlo mostrando sin da subito, già nella scheda prodotto e ben prima di procedere all’acquisto, i tempi di consegna previsti.
Può sembrare una banalità ma anche il modo in cui è indicato il prezzo può fare la differenza. Nel mondo esistono numerose valute, pertanto il sito e-commerce deve mostrare con precisione la moneta utilizzata per la transazione, indicandola con il simbolo corrispondente. Bisogna anche segnalare eventuali tasse e costi di spedizione, che variano da Paese a Paese. Se l’acquisto è effettuato fuori dai confini dell’UE potrebbero essere previsti dei dazi doganali.
Queste variabili vanno comunicate prontamente all’utente, che prima di fare il checkout dev’essere ben informato sull’importo complessivo del suo acquisto, su modalità e tempi previsti per la consegna del prodotto.

In conclusione

In questa breve guida abbiamo riportato i 5 aspetti basici da considerare quando si decide di avviare un e-commerce e vendere all’estero. Vorremmo aggiungere un sesto consiglio:

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